Auguri papà

Diciannove marzo – Auguri papà

E dopo aver esaltato l’essere femminile con l’articolo su La Festa Della Donna, eccoci oggi a dedicarne uno nuovo alla figura del padre. Il titolo, Diciannove marzo – Auguri papà, è forse un po’ scontato, ma di certo non lo è il ruolo che queste persone, spesso uniche, svolgono nell’accompagnare le nostre vite. Per cui, oggi, vi prego di lasciarmi essere un po’ “maschilista”!

Ho cercato di trovare dei versi adatti da allegare come ormai consueto, alla stesura dell’articolo. Non che non ce ne siano, ma durante la mia ricerca ho comunque scoperto due tristi verità. La prima è che le quantità di poesie, prose, pensieri, dediche e persino testi di canzoni rivolti al papà, non possono assolutamente competere con quelle dedicate alla mamma… E già questa è di per sé un’ingiustizia!

La seconda, che forse è pure peggio della prima, è che molte delle poche (concedetemi il gioco di parole), sono dedicate ai padri defunti. E allora io mi chiedo: ma è davvero tanto difficile dire “grazie” o “ti voglio bene” a coloro che ci amano, quando sono ancora qui con noi e ci sono vicini?

La risposta pare sia sì, ma spero che questo mio modestissimo appello, venga raccolto e sia motivo di un mare di riconoscimenti che, non solo nel giorno della Festa del Papà, si possa riversare su questi uomini il cui valore troppo spesso, e a parer mio ingiustamente, viene un po’ troppo trascurato.

Il rimedio

So che potrà sembrare un po’ presuntuoso e magari al limite dell’auto-celebrazione, ma per evitare di trascorrere le prossime ore a cercare qualcosa di bello dedicato ad un padre vivo, mi permetto di pubblicare una breve poesia che io dedico con amore e riconoscenza al mio papà. E se vi piace usatela pure… Non sarebbe altro che un’onore.

Auguri a tutti i papà del mondo!

A mio padre: grazie!

Per le carezze che mi han sfiorato il volto

ad ogni lacrima che il volto mi ha solcato

e per la mano sempre tesa e forte

ad esortarmi per la nuova risalita.

Per quei sicuri abbracci, solenni e vigorosi

che ancora oggi mi scaldan tanto il cuore,

e per la porta lasciata sempre aperta,

per il ritorno nei momenti miei più duri.

Per il lavoro di una vita dedicata

e per l’esempio silenzioso che mi hai dato.

Per ogni coccola, sgridata e ninna nanna

e per avermi dato il mare, il cinema e le feste.

Per le partite a carte, le risate e la presenza

e per gli sbagli che mi hai lasciato fare.

Per il passato, il presente ed il futuro

ed ogni istante del resto dell’eterno.

A te che in questa vita, hai l’amore mio di figlia

ma che per l’infinito

avrai quello mio dell’anima.

Grazia Romanoni

Grazia Romanoni

Photo credits | all4desktop.com – facebook.com/graziaromanoni.scrittrice

3 Comments

  1. Ho letto l’articolo e la poesia in attesa degli sviluppi e di notizie sulla kermesse in corso a palazzo Visconti dove anch’io avrei voluto essere.Condivido l’articolo: è vero, alle volte ci si strugge per il genitore defunto la cui mancanza diventa anche fonte d’ispirazione perché il sentimento affettivo viene automaticamente sublimato dalla tristezza che ammanta il ricordo. Di conseguenza la nostalgia che affiora ci riporta alle esperienze positive . Giusto incensare allora la figura genitoriale anche nella costanza del rapporto esistenziale. Il 19 marzo contempla infatti questa opportunità e quindi giusta la bella poesia da lei qui espressa che mi è piaciuta moltissimo A mio avviso poi mancherebbe una terza giornata : quella dei genitori; l’insieme di essi è tale che più è forte e saldo il loro legame più se ne avvantaggiano inconsapevolmente i figli perché tale amalgama fornisce ad entrambi ricchezza in più di amore, comprensione, tolleranza , vigore, autorevolezza e austerità e fermezza quando servono a correggere deviazioni o errate inclinazioni. Ancora complimenti per la poesia. Cordialissimi saluti.

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    1. Le sue belle parole di apprezzamento per l’articolo e per la poesia mi lusingano e mi gratificano. Sono d’accordo con lei sull’importanza dell’affiatamento tra i genitori che, riflettendosi sui figli, crea la vera unità familiare, elemento indispensabile per la sana crescita degli uomini e delle donne di domani. Grazie mille.

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      1. Ringrazio anch’io per l’ospitalità concessa in questo spazio. In questo contesto Lei è la seconda Romanoni che ho contattato; immagino che la gentilissima Laura sia una sua parente. Cordialissimi saluti.

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