Bastano poche parole

Bastano poche parole

Un pensiero per le vittime del terrorismo.

Bastano poche parole come quelle usate da Ungaretti, per descrivere lo stato d’animo di chi si sente perennemente in pericolo, di chi vive nel timore e nella più totale incertezza.

Ho voluto ispirarmi a questa famosa poesia a riprova del fatto che il tempo passa, il mondo cambia, il pianeta muta, ma la follia umana continua a persistere.

Chi più chi meno, conosciamo tutti Giuseppe Ungaretti, un uomo che ha vissuto due guerre mondiali delle quali ci ha voluto trasmette orrori, sensazioni ed emozioni, attraverso le sue eterne poesie.

Opere che con profonda tristezza, riscopro ogni giorno sempre più attuali perché, seppure di guerra globale ancora non si parli, la realtà quotidiana ci trasmette da diverse parti del mondo, fatti che poco si allontanano da quegli scenari di bombe, di fuoco e di barbarie.

Nella guerra non c’è onore, e non sono certo la sola a pensarlo tantomeno la prima ad esprimermi in tal senso, ma ancor peggio sono i vili attacchi come quelli che stanno martoriando il popolo francese e non solo.

Il terrorismo sta dunque raggiungendo i suoi scopi? Sì, se glielo consentiamo; se ogni volta che vediamo un individuo che ha la pelle di un colore diverso o che parla con l’accento “sbagliato” nascono in noi sospetto, diffidenza… paura.

Sì, se iniziamo a disertare i luoghi di raduno, le feste di piazza, i concerti, i locali che ci piacciono; sì, se decidiamo di ritirarci e di arrenderci all’idea che nulla si può fare.

Il terrorismo sta quindi vincendo la sua folle guerra? Sì, se tutti iniziamo a sentirci come i “Soldati” di Ungaretti.

Photo credit | giordanicaserta.it

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