Videopoesia Stefano Caranti

Intervista a Stefano Caranti

Note biografiche

Stefano Caranti ha scoperto molto giovane il potere e il fascino della poesia. Nato a Imola (BO), ha iniziato a comporre versi già durante gli anni dell’adolescenza e nel 2008 ha presentato la sua prima opera intitolata: “Cercatori d’albe – ombre e luce”.

E’ riuscito a coniugare due passioni apparentemente distanti tra loro: quella per la poesia e quella per l’informatica, con un duplice obiettivo: non solo trasformare in versi il suo essere più profondo e la sua visione della vita e della realtà, ma anche avvicinare la gente a questa straordinaria e intima forma di espressione.

Anche per questo ha cominciato a realizzare video-poesie, coinvolgendo spesso i ragazzi delle scuole, che hanno così la possibilità di accostarsi a questa forma d’arte di straordinario impatto emotivo e multisensoriale.

Numerosi i riconoscimenti e le menzioni vinti da Stefano Caranti, spesso chiamato a fare da giurato in concorsi poetici nazionali e internazionali, grazie al suo grande talento e alla sua esperienza letteraria. Le sue composizioni sono state inserite e recensite in diverse antologie nazionali, internazionali e riviste, alcune tradotte in lingua greca ,spagnola e serba.

Intervista

Ha sempre avuto la passione per la poesia o c’è stata un’occasione particolare che l’ha avvicinata a questa forma di arte? 

 Ho iniziato a scrivere poesie nell’età dell’a­dolescenza, sono sempre stato curioso delle dinamiche del mondo e dei suoi misteri. I primi scritti sono stati inspirati dall’osservazione della natura, erano tendenzialmente descrittivi con riferimenti simbolici e metaforici dei vari elementi terreni.

Passando poi all’osservazione più profonda dei comportamenti umani, le poesie si sono arricchite di elementi spirituali e universali per cercare l’armonia dell’anima tra umanesimo, scienza, filosofia e spiritualità, dove si invita a riflessioni su quanto ognuno di noi potrebbe fare per migliorare il vivere quotidiano.

Qual è stato il premio o il riconoscimento che l’ha resa più orgoglioso? 

 Ce ne sono stati diversi che mi hanno fatto sentire particolarmente orgoglioso, l’ultimo è stato il riconoscimento che ho vinto al premio internazionale “La voce dei poeti 2018” a Caserta, con una videopoesia di denuncia sulla corruzione, dal titolo “Ecomostri”. Il concorso aveva lo scopo di coinvolgere gli artisti a trattare, in senso creativo, le problematiche attuali per costruire un’attitudine al dialogo interculturale e valorizzare i temi di pace e giustizia. Il premio mi è stato consegnato dal comandante del nucleo investigativo di Caserta, il capitano Marilena Scudieri, che ha chiesto di potere proiettare l’opera anche nelle scuole.

Cosa l’ha spinta a far parte della giuria degli Amici di Ron? 

 Coniugando la passione per la poesia e la professione di informatico, animato dal vivo desiderio di scoprire modalità espres­sive diverse, ho partecipato alla terza edizione del premio nella sezione videopoesia e avuto l’onore di conoscere, a Milano, nella splendida cornice del palazzo Visconti, il presidente del premio, una parte del consiglio direttivo e del comitato scientifico-letterario.
Ho respirato da subito una profonda umanità in quel vibrante pomeriggio, mi sembra ieri quando mi chiamarono in viva voce per annunciarmi la vittoria!

Ho percepito una grande voglia di condivisione e di conoscenza, direi quasi palpabile.

Nella recensione pubblicata sul Premio di Poesia ho descritto questa sensazione, voglia e passione di costruire bellezza. Mi sono sentito come in una grande e simpatica famiglia, dove ho avuto anche l’occasione di conoscere il poeta Nunzio Buono, che mi ha poi proposto di far parte della giuria nella sezione videopoesia. Ho subito accettato con grande entusiasmo.

Secondo lei quali caratteristiche deve avere una poesia per colpire il cuore del lettore?

 Per colpire al cuore deve nascere dal cuore e non essere studiata a tavolino, con tecniche razionali. Certo ci si può esercitare in giochi di parole, rime, metriche ma se non ci sono emozione, passione, e fantasia, sarà davvero difficile che la nostra lirica smuova i sentimenti del lettore e che quindi lui riesca a trasformarla in immagini.

La poesia deve poter comunicare qualcosa che si materializzi in una tematica, della quale noi facciamo parte. Spesso le poesie che scrivo hanno un finale aperto, per dare spazi di riflessione e stimolare un nuovo percorso di scoperte, tracciare linee guida per aiutare a trovare risposte alle domande che ci porgiamo, dando voce a quella parte di inesprimibile che aspetta e attende di essere condiviso, innalzando così la nostra vibrazione ad uno stato più elevato di consapevolezza.

Quali consigli darebbe ad un poeta esordiente?

 Per prima cosa di iniziare questa esperienza con grande umiltà, di svestirsi dai condizionamenti, dai pregiudizi, dall’indifferenza e di avere il coraggio di mettere a nudo i propri sentimenti.

Poi è importante essere sempre se stessi, non fare l’effetto “fotocopia” di qualcun altro, ognuno di noi è unico e irripetibile. Ascoltare anche il silenzio e i nostri silenzi, che spesso hanno molte cose da dirci.

Non crearsi inoltre aspettative, perché spesso procurano grosse delusioni con conseguente disistima e poi condividere e relazionarsi di persona con gli altri (e non solo virtualmente sui canali social).

All’inizio può sembrare difficile esternare il proprio sentire, per la paura di essere giudicati, ma poi il tempo sarà a tuo favore e le persone apprezzeranno questo modo “poetico” di dare voce all’inesprimibile e saranno proprio loro a chiamarti “poeta”.

E come facciamo a far diventare un qualcosa “poetico”? Quando riusciremo a osservare un qualcosa di ordinario (un paesaggio, un oggetto, uno stato d’animo, una persona, un evento) su un piano dimensionale diverso, trasformando così la nostra prospettiva e conseguentemente quel qualcosa in straordinario, restituendo un’energia rinnovata colma di passione, stupore, meraviglia e amore

Secondo lei quali sono i 5 premi poetici italiani più prestigiosi? E perché?

 Premesso che sono davvero tanti i concorsi letterari, penso di non aver maturato la competenza necessaria per stilare una classifica a riguardo.

Personalmente ritengo un premio prestigioso quello che riesce a valorizzare le persone che veicolano arte e cultura, quello che riesce a lasciare in eredità alla gente queste espressioni dell’animo umano per renderle fruibili a tutti.

Anche la presenza di persone di grande spessore culturale e umano, testimoni di vissuti talvolta molto lontani dal nostro modo di vivere, danno prestigio, con i loro contenuti di valore portando uno scambio reciproco di esperienze e riflessioni.

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