Nunzio Buono

Intervista a Nunzio Buono

 

 

Note biografiche

La storia d’amore tra Nunzio Buono e la poesia inizia quando lui è ancora un bambino. “A sei anni, già la parola mi disegnava stagioni, ascoltando le sinestesie del tempo, dipingendo profumi del mio sentire…” afferma il poeta, che ha collezionato, nel corso della sua carriera numerosi premi e riconoscimenti, sia in Italia che all’estero.

Nato a Milano il 24 giugno del 1960, Nunzio Buono, proprio a sei anni, perde la mamma, un evento, questo, che lascia una traccia indelebile nella sua vita e ne segna il percorso, da un punto di vista pratico, ma anche emotivo.

Amante dell’arte, della pittura e della musica, Nunzio è un professionista in un ambito molto diverso, quello informatico. Le sue opere sono state pubblicate su prestigiose riviste nazionali e internazionali, tra cui “Poeti e Poesie”, siti di letteratura e raccolte poetiche.

Ha pubblicato fin’ora 11 sillogi: tra queste “La casa sul fiume”, presentata all’Istituto Italiano di Cultura a Parigi e, nel settembre 2015, “Le Farfalle di Novembre”, con la prefazione di Dante Maffia, candidato al Nobel per la letteratura e la postfazione del Prof. Nazario Pardini, ordinario di Letteratura Italiana, poeta, scrittore, saggista e critico Letterario.

Intervista

Ha sempre avuto la passione per la poesia o c’è stata un’occasione particolare che l’ha avvicinata a questa forma di arte?

Mi sono scoperto a scrivere in acerba età, quando la vita mi ha portato a vivere il silenzio di una stanza vuota. Nella mancanza di una persona a me cara, la poesia mi è venuta in soccorso e non mi ha mai lasciato. Poi mi è sbocciato dentro l’incontro con l’anima delle parole.

Qual è stato il premio o il riconoscimento che l’ha resa più orgoglioso?

 Ogni riconoscimento ricevuto mi lascia dentro una forte emozione, forse il primo premio ricevuto, ricordo che, su quel palco, mi tremavano le gambe.

Cosa l’ha spinta a far parte della giuria degli Amici di Ron?

Ho assistito come ospite alla premiazione della prima edizione e da subito ne sono rimasto colpito. Ho sentito scorrere la poesia, l’ho sentita sposarsi con la musica, con l’arte ed ho letto sui volti dei poeti l’amore per la vita, riconoscendomi nei loro versi e quando Donatella Rampado, Presidente del Premio, su segnalazione dell’amica Sara Rodolao mi ha chiesto di fare parte della giuria, non ho esitato a dire di si.

Secondo lei quali caratteristiche deve avere una poesia per colpire il cuore del lettore?

La poesia deve essere sincera. Deve trasmettere emozione, portare il lettore in altri luoghi. Il poeta ha dentro tutte le stagioni, le sente sulla pelle e le dipinge con gli occhi. In ogni poesia vive una parte di mistero che si svela.

Quali consigli darebbe ad un poeta esordiente?

Consiglio di non sforzarsi mai di scrivere un verso. La poesia ha una sua dimensione e conosce il suo tempo; ha una sua vita, nasce prima di noi e prima del tempo.

Intervista a Donato Di Poce

Note biografiche

Milanese d’adozione, Donato Di Poce è nato però a Sora (FR) nel 1958 e può essere definito un artista letterario completo. E’ poeta, critico d’arte e scrittore di aforismi. Le sue opere sono apparse su libri, riviste e plaquette e gli hanno permesso di vincere numerosi premi.

Donato Di Poce non si limita però a scrivere i propri componimenti. Collabora anche con alcune riviste del settore e cura varie mostre, con lo scopo di diffondere la cultura letteraria, soprattutto tra i giovani. Tra queste ricordiamo: Il libro scolpito, L’invenzione di un genere a Olgiate Comasco: I percorsi nascosti della creatività a Soncino (CR);Taccuini d’artista e Vedere l’invisibile, Centro dell’incisione a Milano.

Intervista

Ha sempre avuto la passione per la poesia o c’è stata un’occasione particolare che l’ha avvicinata a questa forma di arte? 

E’ una passione che ho sviluppato in età adolescenziale e che ho poi coltivato anche grazie ai grandi maestri, su tutti Rilke, Pessoa, Leopardi, Pasolini e Artaud. Poi con la frequentazione anche umana e amichevole con Roversi, Merini, Kemeny.

Qual è stato il premio o il riconoscimento che l’ha resa più orgoglioso? 

Un 3° premio, vinto quando avevo 20 anni a Sora, in provincia di Frosinone, con in giuria Giorgio Bassani, che, seduto vicino a me, a un certo punto mi disse: “bravo ragazzo, hai già capito tutto, continua così!”.

Cosa l’ha spinta a far parte della giuria degli Amici di Ron? 

La passione per la poesia mostrata da Donatella Rampado, ideatrice dell’evento e la possibilità di far conoscere un aspetto particolare della poesia, la “poesia visiva”, che dopo il successo degli anni ’60 sta avendo una nuova primavera grazie a molti giovani poeti.

Secondo lei quali caratteristiche deve avere una poesia per colpire il cuore del lettore? 

La poesia in generale deve essere portatrice di umanità, emozione e visione, quella visiva in particolare, che favorisce la contaminazione tra immagine, parola letteraria e poetica e il senso di testimonianza sociale e civile.

Quali consigli darebbe ad un poeta esordiente?

Rispondo con una poesia inedita…

COME NASCONO LE POESIE

Le poesie nascono al mattino

Nel dormiveglia del dolore

Quando la luce dell’alba

Accarezza ancora il cuore.

Le poesie nascono di notte

Quando i versi martellano dentro

Come un male di denti.

Le poesie nascono di giorno

Mentre lavi i piatti

E prepari una festa di compleanno.

Ma le poesie più belle

Nascono sui muri

E si arrampicano come l’edera

Verso la luce del mattino

Mentre le lucertole sorridono

Alle libellule dalle ali spezzate

E la solitudine ricama in silenzio

I sogni dei poeti sulla vita e sulla poesia.

A questo aggiungo che è importante leggere i grandi poeti nazionali e internazionali, frequentare l’arte e la musica ed essere capaci di ascoltare sia il dolore che la bellezza del mondo.

 

 

Rodolfo Vettorello

Intervista a Rodolfo Vettorello

Note biografiche

Per introdurre la figura di Rodolfo Vettorello non basterebbe un intero volume. I primi premi, vinti fin’ora da questo poeta, sono 225, senza contare gli innumerevoli riconoscimenti e menzioni che ha conquistato nel corso della sua lunga carriera letteraria.
Nato a Castelbaldo (PD), Rodolfo Vettorello è stato anche insignito, per l’anno 2019, della Laurea Apollinaris Poetica honoris causa, da parte dell’ UPS, Università Pontificia  Salesiana di Roma. Dal 2017 è stato chiamato a far parte dell’Italian Poetry, l’Associazione dei poeti più significativi dal novecento ad oggi. È Socio Fondatore e Presidente del Cenacolo Letterario Internazionale  “Altrevoci”, che bandisce il Premio Letterario Thesaurus.

Rodolfo Vettorello è stato Vincitore Assoluto dell’edizione 2016 del Premio Nazionale di Poesia Amici di Ron, il cui tema era “Alla Ricerca della Verità”. L’anno successivo ha partecipato al concorso in qualità di giurato, mentre, quest’anno, per la quinta edizione, sarà il Presidente della Giuria per la Poesia Inedita.

Intervista

Ha sempre avuto la passione per la poesia o c’è stata un’occasione particolare che l’ha avvicinata a questa forma di arte? 

Ho amato da sempre leggere Poesia e ho cominciato a scrivere dall’adolescenza. Del resto, diceva Benedetto Croce, che fino ai diciotto anni tutti scrivono poesie. Dopo continuano a scrivere poesia solo i poeti e gli imbecilli. Il dilemma mi tormenta ancora!!

Qual è stato il premio o il riconoscimento che l’ha resa più orgoglioso? 

Sono molto fiero dei miei nove Premi alla Carriera, ma mi esalta veramente il recentissimo conferimento, da parte dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, per l’anno 2019, di una Laurea Honoris Causa. Si tratta della Laurea Apollinaris Poetica che viene assegnata ogni anno a un solo poeta.

Cosa l’ha spinta a far parte della giuria degli Amici di Ron? 

Faccio parte della Giuria del Premio Amici di Ron come vincitore di una precedente edizione del Concorso e per l’anno in corso ho accettato con piacere dall’Organizzazione l’onore e l’onere di Presidente della Giuria.

Secondo lei quali caratteristiche deve avere una poesia per colpire il cuore del lettore? 

Una poesia diventa memorabile per il lettore per due ragioni fondamentali. In primo luogo per la capacità dell’autore di coinvolgere chi legge dal punto di vista emotivo. In secondo luogo per la perfezione formale del testo, per il tono, per il ritmo gradevole e musicale che consentano la sua acquisizione alla memoria. Una poesia che si faccia ricordare è di certo una bella poesia.

Quali consigli darebbe ad un poeta esordiente?

A un poeta esordiente consiglio di leggere, leggere, leggere i grandi poeti. Leggere fino ad imparare possibilmente a memoria i testi più amati. La poesia che si ricorda è un patrimonio personale per la vita.

Sara Rodolao

Intervista a Sara Rodolao

Note biografiche

Sara Rodolao è un nome di spicco nel mondo della poesia. Numerosi i premi che ha collezionato nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera. È stata fra i primi giurati del Premio Poetico Nazionale Amici di Ron, ricoprendo anche, per un anno, il ruolo di presidente della Giuria e di madrina d’onore dell’evento. Dopo aver pubblicato diverse raccolte di poesie, Sara Rodolao ha iniziato a cimentarsi e sperimentare con la prosa, pubblicando sei romanzi, cui hanno fatto seguito quattro romanzi. I suoi versi, profondi e d’impatto, testimoniano il bisogno di comunicare e trasmettere al pubblico il suo vasto mondo interiore, fatto di colori, emozioni, sentimenti e amore per la sua Calabria.

La poetessa, da sempre attenta anche alla realtà che la circonda, ha firmato anche diversi monologhi per voce femminile destinati al teatro, che hanno riscosso grande successo, affrontando temi di grande attualità, come la violenza sulle donne e il femminicidio.

Intervista

Ha sempre avuto la passione per la poesia o c’è stata un’occasione particolare che l’ha avvicinata a questa forma di arte?

Tante volte mi sono sentita fare questa domanda. Avrei potuto rispondere inventando chissà quali e quante sofisticate motivazioni, ma ho sempre evitato parole; mi piace pensare che sia l’eventuale lettore a rispondersi da sé, se mai avesse la bontà di leggere quanto scrivo. Credo che la capacità creativa, l‘ispirazione profonda facciano parte del mistero dell’Arte e sfuggano perfino alla consapevolezza dell’autore stesso.

Comporre, per me, è una possente necessità dell’anima cui non posso e non voglio sottrarmi; è l’ancora di salvezza nel mare di isolamento interiore che circonda la mia esistenza, l’arcobaleno  che mi fa innalzare lo sguardo dalle separazioni in cui l’umanità sembra perdersi, una mano lieve che conforta il dolore e asciuga il pianto del cuore, mi abbellisce e illumina questo sogno sofferto che è la Vita. Nel momento in cui compongo, mi lascio andare nel silenzio fino a divenire silenzio io stessa, solo così riesco a dipingere il quadro che ho dentro e che non avrei potuto realizzare in altro modo. È affascinante entrare in una fusione con l’invisibile, trasfigurare la materia e farla pulsare di vita e sentimento sul foglio non più bianco. Essere Poeti e guardare il mondo con occhi “altri” e attraverso quello sguardo vedere “più in là…”

Qual è stato il premio o il riconoscimento che l’ha resa più orgogliosa? 

Ho avuto l’onore di ricevere un numero elevato di premi e riconoscimenti in ogni parte d’Italia, tra cui la medaglia d’Oro dell’Operosità nell’Arte della Legion D’oro di Roma, il Premio Ungaretti, lo Spoleto Festivalart- Letteratura, il Premio alla Carriera Juan Montalvo, il Premio Tropea Onde Mediterranee e il Premio Speciale della Giuria Costa Azzurra. Tutti hanno un loro significato e fanno parte del bagaglio artistico di un autore.

Cosa l’ha spinta a far parte della giuria degli Amici di Ron? 

Ho deciso di fare parte della Giuria del prestigioso Premio Amici di Ron perché ho stima e fiducia negli organizzatori, stima e fiducia ben riposte, visto il grande successo, cresciuto tra l’altro in maniera esponenziale nel tempo di qualche anno. Le cerimonie di premiazione sono stati veri e propri eventi, dove l’Arte e la Cultura sono state messe in primo piano: abbiamo premiato la Poesia e non il Poeta.

Secondo lei quali caratteristiche deve avere una poesia per colpire il cuore del lettore? 

 La Poesia per me deve essere libera, non inscatolata in regole astruse che fanno perdere in freschezza e non le permettono dunque di arrivare al cuore di chi legge con immediatezza, dimezzando le emozioni. Naturalmente il mio pensiero è opinabile.
(Come scrisse L. Ron Hubbard: “scrivo in versi liberi e  più sono liberi più sono Poesie”).

Quali consigli darebbe ad un poeta esordiente?

Per mia indole non do mai consigli. Credo che scrivere Poesie non sia un mestiere e non ci sia quindi apprendistato; si diventa artigiani della parola affinando le doti avute in dono dalla natura: Poeti si nasce, scrittori di poesie si diventa e non è la stessa cosa. Ognuno deve immergersi in sé stesso e cercare l’essenza del suo sentire.

La Milano poetica si prepara al Natale

La Milano poetica si prepara al Natale

La Milano poetica si prepara al Natale

Le festività sono ormai alle porte e l’audace gruppo del Caminetto Poetico “Amici di Ron”, non può certo mancare l’appuntamento. Ecco come la Milano poetica si prepara al Natale!

Aperitivo Poetico

Il miglior modo per scambiarsi gli auguri sarà quello di sorseggiare un prestigioso aperitivo all’Ottagono Lounge dell’Hotel Town House in Galleria Vittorio Emanuele, ormai consolidata sede degli “Amici di Ron” per gli incontri del Caminetto Poetico.               Lunedì 12 dicembre ore 18:30     e come cita l’invito: “lettura di poesie dei poeti presenti, dedicate alla città”.

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Il Caminetto Poetico fa notizia

Il Caminetto Poetico fa notizia

Eccoci ancora insieme per parlare dell’ormai consueto e rinomato evento culturale “Caminetto Poetico”.         Per questa volta non sarò io a redarre l’articolo, poiché qualcun’altro ha già provveduto a scriverne uno molto bello (pubblicato on-line sul giornale MilanoToday) e che ora riporto con piacere qui di seguito. Buona lettura!

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